NANDO alla Sapienza di Roma: quando l’ingegneria ambientale incontra l’AI
Il team di NANDO è stato invitato a presentare la nostra piattaforma agli studenti del corso di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio del Dipartimento DICEA della Sapienza Università di Roma.
Un’occasione per portare in aula un caso concreto di come l’intelligenza artificiale stia trasformando uno dei settori più critici per la transizione sostenibile: la gestione dei rifiuti.
Dalla teoria alla pratica: cosa abbiamo raccontato
Al centro della presentazione, le due aree in cui NANDO opera quotidianamente con clienti in 17 paesi.
La raccolta urbana. Abbiamo mostrato come NANDO.Sentinel trasformi ogni camion della raccolta in un sensore intelligente: una telecamera plug and play che scatta una foto ad ogni scarico, riconosce le frazioni presenti, identifica i contaminanti, calcola il volume e stima il livello di riempimento del cassonetto. Il risultato? Meno prelievi inutili, raccolta differenziata più efficiente, abbandoni identificati in tempo reale. In un caso reale con 10 camion coinvolti, il risparmio economico misurato è stato del 17% nel primo anno.
Lo spreco alimentare nelle mense. Abbiamo presentato NANDO.App e NANDO.Canteen, le soluzioni che permettono di misurare automaticamente lo spreco post-consumo con una semplice foto, senza bilance né fogli Excel. Un tema particolarmente rilevante per chi studia ingegneria ambientale: in Italia le mense scolastiche hanno l’obbligo normativo di monitorare le eccedenze alimentari, eppure la maggior parte lo fa ancora manualmente. I dati del nostro progetto pilota con Dussmann nelle scuole di Padova, 11 istituti, 1.236 studenti, 19.145 kg di cibo monitorati in due mesi, hanno mostrato concretamente come i dati trasformino la gestione da reattiva a preventiva.
Perché portare NANDO in università
Crediamo che il trasferimento tecnologico tra industria e accademia sia uno dei motori più potenti dell’innovazione sostenibile. Gli studenti di ingegneria ambientale di oggi saranno i responsabili ESG, i progettisti di sistemi urbani e i decision maker delle aziende di domani.
Portare casi reali in aula, con dati, architetture tecniche e risultati misurabili, significa contribuire a formare una generazione di ingegneri che non vede l’AI come un concetto astratto, ma come uno strumento operativo per risolvere problemi concreti.
La Sapienza è una delle università con cui siamo felici di costruire questo dialogo.


