Home » News & Insights » Smart City 2026: l’AI per ottimizzare i percorsi e la qualità della raccolta

La gestione dei rifiuti solidi urbani in Italia presenta due criticità operative documentate legate al livello di riempimento dei contenitori e alla qualità della raccolta, che limitano l’efficienza del sistema, aumentano i costi e compromettono il decoro urbano.

Assenza di monitoraggio sul livello di riempimento

Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani 2025 di ISPRA, la produzione nazionale nel 2024 si attesta a 29,9 milioni di tonnellate (+2,3% rispetto al 2023). La raccolta differenziata ha raggiunto il 67,7% a livello nazionale, con percentuali del 74,2% al Nord, del 63,2% al Centro e del 60,2% al Sud.

Nonostante questi dati positivi sulla differenziata, il sistema opera con una inefficienza strutturale: la stragrande maggioranza dei comuni italiani gestisce la raccolta su base calendarizzata senza sistemi di monitoraggio del livello di riempimento dei contenitori. Questo approccio genera:

  • Overflow events: Bidoni straripanti che restano in strada per giorni quando il camion passa dopo che sono già pieni
  • Inefficienza logistica: Parte delle corse di raccolta riguarda contenitori riempiti al di sotto del 50% della capacità
  • Costo opportunità: Ogni corsa a vuoto costa approssimativamente €45-60 (carburante, ammortamento mezzi, ore operatore)
  • Degrado urbano: Rifiuti per strada, percezione negativa dell’amministrazione, impatto su turismo e qualità della vita

Elevata percentuale di contaminazione

Il problema invisibile ma economicamente più rilevante è la qualità del materiale raccolto. Come evidenziato dal Rapporto ISPRA 2025, la raccolta differenziata aumenta al 67,7%, ma il riciclo effettivo si ferma al 52,3%, quindici punti percentuali di divario causati dalla contaminazione dei materiali, particolarmente elevata nei cassonetti stradali.

La contaminazione media rilevata nei flussi di raccolta differenziata italiana si attesta al 25-35%, significativamente sopra la soglia di accettabilità degli impianti di riciclo (10-15%). Questo produce:

  • Rejection rate: Il 40-50% dei carichi conferiti agli impianti viene respinto per eccessiva contaminazione
  • Downgrade del materiale: Perdita di valore economico stimata in €80-100 per tonnellata
  • Aumento smaltimento: +15-20% di materiale potenzialmente riciclabile che finisce in discarica o termovalorizzatore

Perché i bidoni straripano

ll sistema di raccolta rifiuti urbani tradizionalmente utilizzato da numerosi comuni e compagnie di raccolta italiani al giorno d’oggi funziona così:

  • Lunedì: Carta
  • Martedì: Plastica
  • Mercoledì: Organico
  • Giovedì: Indifferenziato
  • Venerdì: Vetro

Sembra organizzato. Il problema è che la produzione di rifiuti non segue un calendario preciso.

Un mercato rionale sabato mattina genera 5 volte il volume normale di organico. Una festa patronale riempie i bidoni in poche ore. Un’ondata di maltempo posticipa la raccolta di due giorni. Il risultato: bidoni straripanti, rifiuti abbandonati per strada a causa di bidoni stracolmi, cittadini indignati dal mancato decoro urbano.

Nonostante i bidoni siano spesso semi-vuoti, i camion della raccolta passano comunque.

Perché?

Perché il sistema non ha informazioni sul volume effettivo e in tempo reale dei contenitori e non comunica questi dati al centro operativo che gestisce le flotte. La raccolta avviene quindi secondo percorsi statici, seguendo procedure tradizionali, consumando carburante inutilmente e generando costi operativi evitabili.

In Italia la raccolta dei rifiuti rappresenta tra il 60‑70 % dei costi totali del servizio di igiene urbana. La mancanza di dati accurati sui livelli di riempimento e sui volumi reali rende la pianificazione dei percorsi e delle frequenze poco efficiente: alcuni mezzi passano ripetutamente dove non necessario, mentre altri contenitori restano pieni troppo a lungo, creando problemi igienici e visivi che impattano su reputazione, decoro urbano e persino sulla presenza di animali indesiderati.

La soluzione: NANDO.Sensor

NANDO.Sensor è un sensore intelligente installato all’interno del bidone che misura in tempo reale il livello di riempimento (0-100%) e trasmette i dati a una dashboard centralizzata.

Come funziona nella pratica:

Il sensore rileva che il bidone della plastica ha raggiunto l’80% di riempimento. Invia un alert automatico al sistema di gestione. Il software ricalcola il percorso ottimale e aggiunge quel bidone alla raccolta del giorno successivo, anche se il calendario standard prevedeva il passaggio solo giovedì.
Risultato: il bidone non straripa. I cittadini non vedono rifiuti per strada. Il decoro urbano è preservato senza interventi manuali, senza chiamate al call center, senza corse d’emergenza.

I benefici operativi concreti:

  1. Prevenzione straripamenti: Alert automatico quando il bidone raggiunge la soglia critica
  2. Ottimizzazione percorsi: Il camion passa solo ai bidoni effettivamente pieni. Riduzione chilometri percorsi con conseguente risparmio di carburante, usura mezzi, tempo operatori.
  3. Pianificazione data-driven: I dati storici identificano zone critiche (alta produzione rifiuti), eventi che generano picchi (mercati, feste), stagionalità. Permettono di dimensionare correttamente il numero e la capacità dei bidoni, ottimizzare i calendari di raccolta.

Cosa significa “contaminazione” e perché distrugge il riciclo

La contaminazione è la presenza di materiali non conformi all’interno dei flussi di raccolta differenziata. Anche piccole percentuali di impurità possono compromettere l’intero processo di riciclo, riducendo la quantità di materiale effettivamente recuperabile e aumentando i costi di trattamento.

Nel caso della frazione organica, il problema è particolarmente evidente. Secondo uno studio commissionato dal consorzio Biorepack all’Università di Tor Vergata e basato sull’analisi di 112 impianti italiani di trattamento dell’organico, nel processo di riciclo tra il 20% e il 30% del materiale raccolto viene perso sotto forma di scarti, con una media nazionale del 21,9%.

Una delle cause principali è la qualità non ottimale della raccolta. I dati del settore indicano che la presenza di materiali non compostabili nell’organico ha superato l’8% nel 2023, in aumento rispetto al 7,1% registrato nel 2022. Questa contaminazione ha un effetto moltiplicatore: secondo gli operatori degli impianti, ogni punto percentuale di impurità in ingresso può generare da 2,5 a 3,5 volte più scarti nel processo di trattamento.

Il risultato è una perdita significativa di materia potenzialmente recuperabile. Oltre a ridurre la produzione di compost, l’aumento degli scarti comporta anche costi economici rilevanti: quando gli scarti superano il 15% del materiale trattato, la gestione degli impianti diventa difficilmente sostenibile dal punto di vista economico, anche perché le tariffe di smaltimento degli scarti possono essere fino al doppio di quelle della gestione dell’organico.

Questo fenomeno evidenzia un punto critico spesso sottovalutato: aumentare la raccolta differenziata non è sufficiente se la qualità del materiale raccolto non è adeguatamente monitorata.

La soluzione: NANDO.Sentinel

NANDO.Sentinel è una soluzione innovativa che trasforma i camion della raccolta in sensori mobili intelligenti. Grazie a videocamere AI montate sui mezzi, il sistema rileva in tempo reale quantità, qualità dei rifiuti e eventuali abbandoni illegali, senza necessità di controlli manuali.

Come funziona nella pratica:

NANDO.Sentinel si installa facilmente su qualsiasi camion già in servizio grazie a un sistema plug & play, senza necessità di modifiche strutturali o interruzioni operative. Il sistema rileva in modo intelligente eventuali contaminazioni, individuando materiali non conformi, valutando la qualità dei rifiuti per zona e tracciando i modelli merceologici nel tempo. Tutti i dati vengono raccolti in una dashboard centralizzata, che permette di monitorare quantità, qualità e abbandoni illegali su scala cittadina, aggregando le informazioni per quartiere e tipo di utenza e facilitando così benchmark e ottimizzazione operativa.

I benefici operativi concreti:

  1. Riduzione dei viaggi inutili: il sistema segnala solo i contenitori realmente pieni, riducendo percorsi, consumo di carburante e usura dei mezzi.
  2. Miglioramento del riciclo: grazie al rilevamento delle contaminazioni, gli operatori possono intervenire in modo mirato per aumentare la qualità dei flussi di raccolta differenziata.
  3. Decoro urbano e sicurezza: riduce bidoni straripanti e abbandoni, migliorando l’igiene, la percezione visiva e la vivibilità delle città.

La vera soluzione ai problemi della raccolta rifiuti

I bidoni straripanti, le corse a vuoto e la contaminazione dei materiali non sono problemi separati: sono tutti sintomi dello stesso sistema di raccolta inefficiente. NANDO.Sensor rende smart ogni singolo contenitore, rilevando in tempo reale livello di riempimento, quantità e qualità dei rifiuti, ottimizzando le corse e prevenendo straripamenti. NANDO.Sentinel, invece, trasforma i camion in sensori mobili intelligenti, monitorando qualità, quantità e abbandoni illegali lungo le rotte e fornendo dati aggregati su tutta la città per decisioni operative data-driven.

Insieme, queste soluzioni affrontano entrambi i lati dello stesso problema: ottimizzano le operazioni, riducono sprechi e costi, aumentano la qualità del materiale riciclabile e garantiscono che il decoro urbano emerga come conseguenza naturale dell’efficienza del sistema, non come obiettivo retorico.

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